Ashwagandha: radice o foglia — cosa conta nell'UE
Redazione Futures Nutrition · 11 agosto 2026

Ashwagandha: radice o foglia — cosa conta nell'UE
11 agosto 2026
La risposta breve: in Europa è praticamente in gioco solo la radice. Il catalogo Novel Food dell'UE classifica l'ashwagandha come non nuova negli integratori alimentari e, oltre a questo, cita come alimento tradizionale soltanto l'infuso non concentrato — il tè — della radice. Le preparazioni a base di foglia non compaiono. Non è un divieto formale della foglia a livello europeo, ma è il motivo per cui sugli scaffali tedeschi si trovano quasi soltanto estratti di radice: chi impiega materiale fogliare non può richiamarsi ad alcuna voce del catalogo.
Per chi acquista significa che la parte di pianta non è un dettaglio da botanici, ma la prima indicazione da cercare nell'elenco degli ingredienti. Decide il profilo delle sostanze contenute — e quanto solida sia la posizione di un prodotto nell'UE.
Una pianta, più parti — e una tradizione che ha già scelto
Withania somnifera Dunal è un piccolo arbusto legnoso della famiglia delle solanacee (Solanaceae), botanicamente imparentato con pomodoro, patata e alchechengi. Proviene soprattutto dall'India e cresce su terreni asciutti e poveri; fino alla raccolta passano circa sette mesi. I nomi comuni — ciliegia d'inverno, ginseng indiano e in tedesco Schlafbeere (bacca del sonno) — rimandano a tre caratteristiche del tutto diverse della pianta: la confusione comincia già dal nome.
Tradizionalmente si utilizzano tre parti, ma non nello stesso modo:
- La radice è la parte impiegata per via interna. La medicina ayurvedica la conosce in oltre 200 preparazioni diverse; la medicina tradizionale cinese usa il rizoma.
- Le foglie sono amare ed erano tradizionalmente impiegate per uso esterno. È questa la differenza decisiva: per la foglia non esiste quella lunga storia di consumo che il diritto alimentare europeo accetta come argomento.
- Le bacche non hanno alcun ruolo negli integratori alimentari; contengono enzimi che coagulano il latte e a livello locale venivano usate come caglio vegetale.
L'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) descrive la situazione di partenza in modo asciutto nel suo parere 039/2024: tradizionalmente, scrive, si utilizza «soprattutto la radice della pianta o sue preparazioni»; «di recente» in Europa vengono impiegate preparazioni «dalla radice, ma anche dalle foglie» in integratori alimentari o bevande al tè. In Europa, dunque, la foglia è la pratica nuova, non quella antica.
Cosa cambia nella foglia rispetto alla radice

Secondo il BfR sono biologicamente attivi soprattutto i witanolidi e gli alcaloidi. Entrambi i gruppi sono distribuiti in modo disomogeneo nella pianta, ed è proprio da qui che dipende la questione della parte utilizzata.
| Radice | Foglia | |
|---|---|---|
| Uso tradizionale | interno, da secoli | esterno |
| Marcatori | witanolidi, tra cui il witanolide A; alcaloidi | witanolidi con una quota nettamente più alta di witaferina A |
| Nel catalogo Novel Food dell'UE | citata (tè come alimento tradizionale) | non citata |
| Nel commercio tedesco | la regola | l'eccezione, per lo più come aggiunta |
La witaferina A è un singolo witanolide, molto più abbondante nelle foglie che nella radice. Gli estratti di marca che impiegano materiale fogliare fissano perciò un limite superiore per questa sostanza — nell'estratto Sensoril, per esempio, al massimo lo 0,5 %. Come si possano confrontare due specifiche di questo tipo e perché il 10 % non sia il doppio del 5 %, è spiegato in KSM-66 o Sensoril.
Da questa distribuzione disomogenea il BfR trae una conclusione netta: poiché nella produzione si impiega «soprattutto la radice, ma in parte anche altre parti della pianta (come le foglie)» e poiché si usano procedimenti di estrazione diversi, entrambe le cose possono «influenzare la concentrazione delle sostanze contenute in un preparato». Due capsule con lo stesso numero di milligrammi non sono quindi necessariamente lo stesso prodotto.
Cosa dice davvero il catalogo Novel Food — e cosa no
Il catalogo Novel Food della Commissione europea è un ausilio all'orientamento, non una legge. Ma è l'elenco a cui si allineano autorità di controllo e produttori, e la sua voce sull'ashwagandha (aggiornata all'8 gennaio 2024) è divisa in due:
- Negli integratori alimentari l'ashwagandha è considerata non nuova — era sul mercato prima del maggio 1997 e non rientra quindi nel regolamento Novel Food (UE) 2015/2283.
- Come alimento tradizionale non è nuovo soltanto l'estratto acquoso non concentrato della radice — il tè.
L'unione dei consumatori della Renania Settentrionale-Vestfalia (Verbraucherzentrale Nordrhein-Westfalen) ne deduce, nella sua indagine di mercato dell'aprile 2026, che al di fuori degli integratori alimentari l'ashwagandha è ammessa esclusivamente come preparazione per infuso. Due prodotti in polvere trovati in commercio, non etichettati come integratori alimentari, le sono perciò apparsi non commercializzabili.
Il quadro non è comunque del tutto univoco. Nel verbale della 35ª seduta della commissione congiunta di esperti per la classificazione delle sostanze (BVL e BfArM) del 18 giugno 2024 si legge l'annotazione che le radici di ashwagandha non sono nuove negli alimenti — l'unione dei consumatori parla al riguardo di «una certa contraddizione». Chi acquista oggi dovrebbe saperlo: nell'UE la questione della parte di pianta non è chiusa, si sta chiudendo proprio ora.
Un mosaico: ogni Paese decide da sé

Per le piante negli integratori alimentari non esistono regole armonizzate a livello europeo — a differenza di vitamine e minerali, ogni Stato membro decide da sé. Il risultato è un quadro molto disomogeneo:
| Paese | Situazione |
|---|---|
| Germania | ammessa; nessun tenore massimo, nessuna prescrizione su parti di pianta o estratti |
| Polonia | tenori massimi: max. 3 g di polvere di radice al giorno, max. 10 mg di witanolidi al giorno |
| Francia | segnalazione ANSES del 19 aprile 2024, etichettatura più severa |
| Paesi Bassi | valutazione RIVM marzo 2024, proposta di divieto; consultazione pubblica dal 24 febbraio al 24 marzo 2025 |
| Danimarca | vietata negli integratori alimentari da aprile 2023 |
| Finlandia, Svezia | divieti allo studio |
La regola polacca è notevole perché è l'unica a indicare entrambe le grandezze: una quantità per la polvere di radice e una per i witanolidi provenienti da estratti standardizzati. È esattamente la distinzione che manca su molte etichette.
Anche a livello europeo qualcosa si muove: nel giugno 2024 il gruppo di lavoro «Food Supplements» degli Heads of Food Safety Agencies ha presentato un elenco di 117 sostanze che, per possibili rischi, non dovrebbero essere impiegate o solo in misura limitata. Dodici di esse sono considerate prioritarie — Withania somnifera è tra queste, ed espressamente per le preparazioni da radice, parte aerea e fiori. La questione riguarda dunque più della sola radice.
In Germania stessa la radice è descritta nell'elenco delle sostanze della Federazione e dei Länder (elenco delle piante, 2ª edizione, ottobre 2020) sia come alimento sia come sostanza medicinale. Non esistono tenori massimi né definizioni per gli ingredienti da Withania somnifera; ai sensi dell'articolo 14 del regolamento (CE) n. 178/2002 la responsabilità della sicurezza è unicamente del produttore. Un confine lo pone il diritto farmaceutico: un integratore alimentare non deve avere effetto farmacologico, il che esclude gli estratti tipici dei medicinali.
Come riconoscere la parte di pianta in etichetta
Quattro indicazioni devono comparire nell'elenco degli ingredienti. Se manca la seconda, manca la più importante:
- Nome latino della specie — Withania somnifera, non soltanto «ashwagandha».
- Parte di pianta — «radice», «estratto di radice» oppure appunto «radice e foglia». Se c'è scritto solo «estratto di ashwagandha», non lo sapete.
- Rapporto di estrazione — per esempio 10:1, cioè dieci parti di radice essiccata per una parte di estratto.
- Contenuto di marcatori — witanolidi in percentuale e quantità che ne deriva in milligrammi per dose giornaliera.
Quanto spesso queste indicazioni manchino in commercio, e come riconoscere un numero che non è una quantità, è spiegato in Qualità dell'ashwagandha: cosa conta in etichetta.
Il nostro estratto di ashwagandha dichiara esattamente questo: Withania somnifera, radice, 10 % di witanolidi, una compressa al giorno durante un pasto, di origine vegetale e privo di gelatina, lattosio e glutine. Anche la combinazione con la melatonina si basa su materiale radicale — lì la melatonina è il componente per cui esiste un'indicazione autorizzata, non la radice. Una panoramica di entrambe le preparazioni si trova nella categoria ashwagandha.
Domande frequenti
Gli estratti di foglia sono vietati in Germania?
No, un divieto espresso non esiste. Ma non esiste neppure una voce di catalogo su cui un estratto di foglia possa fondarsi, né una regola nazionale che lo ammetta espressamente. La responsabilità della sicurezza ricade quindi interamente sul produttore. Per questo nel commercio tedesco dominano gli estratti di radice.
Perché su alcune confezioni c'è scritto «radice e foglia»?
Perché singoli estratti di marca impiegano entrambe le parti della pianta e lo dichiarano apertamente — il che è più onesto della dicitura «estratto di ashwagandha» senza alcuna provenienza. In quel caso mettete in conto una quota di witaferina A più alta rispetto a un estratto di sola radice.
Posso comprare la polvere di ashwagandha come alimento comune?
Secondo il catalogo Novel Food, al di fuori degli integratori alimentari solo l'infuso non concentrato della radice è classificato come alimento tradizionale. Una polvere non etichettata come integratore alimentare non rientra in questa categoria.
A chi non sono adatte le preparazioni a base di ashwagandha?
Nel suo parere del 10 settembre 2024 il BfR raccomanda in particolare a bambini, donne in gravidanza e in allattamento e a persone con una malattia epatica in atto o pregressa di non assumere preparazioni a base di ashwagandha; al resto della popolazione consiglia prudenza. La Francia cita inoltre le persone con disturbi della tiroide o del cuore. Sono descritte anche interazioni con farmaci contro il diabete e l'ipertensione e con immunosoppressori — in caso di terapia continuativa la cosa va discussa con il medico. Quanto è stato riferito per il resto si trova in Effetti indesiderati dell'ashwagandha.
Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta variata ed equilibrata e uno stile di vita sano.


